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18 Aprile 2008
CORRIEREdell’ARTE
Una divertente novità teatrale dalla Francia
L’egocentrico cantante di Quartullo
tra Iglesias e Vasco
ELIO
RABBIONE
Il
comunicato stampa te lo presenta subito simpaticamente come “uno dei
protagonisti belli e bravi della scena italiana”. E non c’è nemmeno
da dubitare che Pino Quartullo ti acchiappa la scena come pochi. Lo
si vede, fin dall’inizio, in questa
Ultima chiamata
che
interpreta e dirige sino a domenica sul palcoscenico del Gioiello: poi
la commedia, prodotta da Torino Spettacoli (l’anno scorso c’era già
stato per Quartullo nelle sole vesti di regista il bel successo di
Pistaaa)
e dalla Sala Umberto di Roma, se ne andrà nella capitale per le repliche
e per l’avvio di una fortunata tournée. Un testo intelligentemente
divertente di quel vulcano del cinema e del teatro francese che risponde
al nome di Josiane Balasko, musa o quasi di Zidi, Lecomte, Téchiné,
Miller, Oury, insomma il meglio del
divertissement
e non
solo d’oltralpe, regista di suo a dirigere attori come la Huppert e
Auteuil. Come dicono i nostri cugini,
chapeau!
Grande successo di un paio di stagioni fa sui palcoscenici di Francia,
Quartullo s’è scoperto il testo, ne ha affidato la traduzione spiritosa
a Marzia Spanu, ne ha arrangiato le movenze secondo le proprie
corde. Variopinte, sanguigne, egocentriche ma all’occorrenza surreali,
impalpabili. Gli è venuta davvero gustosa la vicenda di Alex Martini,
cantante rock-melodico, una sorta di miscela esaltata e scoppiante tra
Iglesias e Vasco, un carico d’eros che fa innamorare le folle, un
inguaribile romantico ma pure un animale da palcoscenico e da letto che
sguazza felicissimo nel mare magnum dei fans, nel privato un arrogante
privilegiato dalla personale certezza che tutto gli sia dovuto. Che
succede se una sera, dopo un concerto, si ritrova in camera un’anima
candida, ma con più prosaiche radici, in gonnella è chiaro, che gli fa
toccare con mano quanto sia più vero l’esatto contrario? che succede se
il poveraccio è costretto a “vedere” il proprio corpo riverso sulla
tazza del bagno, colpito da infarto? se l’incubo e la realtà si
confondono di infermieri e monache cappellone, di ultimi momenti e
speranze, di fantasmi del passato e di presenze salvifiche magari per
una nuova vita? Quartullo tiene il testo e la realizzazione con il
pedale della risata abbassato a dovere, ma senza strafare, con un
modus
che è sempre più difficile constatare sui nostrani palcoscenici,
ironizzando magari su un tessuto che facilmente può abbracciare vita
personale e finzione, movimenta con un ritmo che aspetta soltanto la
concretezza delle repliche, crea un fascinoso scapestrato pentito
ottimamente appoggiato dai suoi compagni Gianni Fusini, Roberto Fazioli,
Lavinia Savignoni e Paola Tiziana Cruciani soprattutto, l’anima candida
di cui sopra. |
La recensione di Roberto Mazzone
Debutto nazionale al Teatro Gioiello di Torino per “Ultima chiamata”,
commedia francese dell’autrice teatrale e cinematografica Josiane
Balasko, un grande successo nella scorsa stagione a Parigi.
L’edizione italiana è interpretata e diretta da Pino Quartullo, che – in
ottima forma fisica – dà prova di una comicità spensierata e riflessiva
allo stesso tempo. Costruisce il personaggio di Alex Martini, cantante
narciso ed egoista, senza prendersi troppo sul serio. Accanto a lui una
strepitosa Paola Tiziana Cruciani che, nel ruolo di una “psicopompa” (in
vita era stata una maitresse “d’età”) aiuta l’incredulo e sbigottito
Alex a prendere consapevolezza del suo “trapasso”, sfoggiando tutta la
sua verve comica. Azzeccatissimo il tormentone “Troppo presto te ne
vai”, una delle hit di Alex Martini.
Moltissimi i riferimenti al Dickens di “Canto di Natale” e a pellicole
come “Ghost” o “What women want”. E’ curioso notare come,
inaspettatamente, certi spettacoli si rivelino dei veri e propri
gioiellini nascosti. Sarà davvero il nome del teatro del debutto a
portare fortuna a questo allestimento? Chi vivrà vedrà!
Torino, Teatro Gioiello, 3 aprile
2008
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